Il 14 febbraio del 2011 sono state recepite le norme nazionali e regionali sul risparmio energetico, nella città di Roma, attraverso l’approvazione di nuovi regolamenti per alcuni versi anche più rigidi di quelli recepiti.

Principali novità introdotte rigurderanno sia le nuove costruzioni che quelle ristrutturate (in quest’ultimo caso solo se si tratta di intere costruzioni), andando ad inserire l’obbligo di raggiungere una soglia minima del 50% del totale di acqua calda per i sanitari, prodotta da energie rinnovabili.

Il sistema di riscaldamento dovrà essere centralizzato ma comunque con la possibilità di essere gestito singolarmente, ed inoltre la prestazione energetica dell’edificio dal punto di vista impiantistico, non sarà più calcolata in funzione alla potenza installata, ma dell’effettiva energia prodotta.

Infine per le nuove costruzioni, il nuovo regolamento edilizio per il risparmio energetico, prevede la realizzazione di serbatoi interrati per l’accumulo delll’acqua piovana da destinare agli utilizzi condominiali.

Il Partito Democratico in merito all’approvazione della delibera si esprime così: “Le nuove regole cadono nel deserto”, in quanto dopo l’abolizione dell’Agenzia Roma Energia, non esiste più una figura che possa portare avanti la politica di “Green economy”.