Il nuovo delegato alle politiche abitative dell’Anci Claudio Fantoni, dopo un incontro svoltosi alcuni giorni fa con il Sunia, l’Unione inquilini ed altri coivolti nella vicenda della mancata proroga degli sfratti da parte del governo, conclude che ovviamente la proroga, in quanto tale, non è una soluzione definitiva al problema abitativo, che vede coivolte quasi 700 mila famiglie senza casa (ed in attesa di quella popolare) e quasi il 90% degli sfratti esecutivi emessi per mancato pagamento incolpevole del canone di locazione il più delle volte dipeso dall’inasprirsi della crisi economica.

Inoltre la proroga, anche se al momento necessaria, andrebbe da una parte temporaneamente a risolvere il problema, ma in molti altri casi casi (e specialmente per quanto concerne i piccoli proprietari) toglierebbe delle entrate che in diverse situazioni possono essere fondamentali per il proprietario che affitta l’appartamento, anche se credo che dovrebbe essere lo stato a corrispondere le mensilità d’affitto al locatore quando il conduttore in difficoltà (incolpevole) non riesce ad onorare il contratto, ma si sa siamo in Italia.

Quindi in un panorama tutt’altro che luminoso urge al più presto la riapertura del dialogo con il governo per cercare, quanto meno, di migliorare la situazione, obbiettivo che sembra peseguibile in tempi relativamente brevi, solamente con l’aumento degli incentivi e sostegni per l’affitto, che dal 2000, anno della loro introduzione con 360 milioni di euro stanziati, ogni anno sono stati abbassati fino ad arrivare ai soli 30 milioni circa di oggi.

Morale della favola, meno fondi per aiutare le fasce più deboli, di costruire case popolari non se ne parla neppure, le famiglie vengono sfrattate per morosotà incolpevole, non stiamo sicuramente percorrendo la strada migliore, speriamo che l’appello dell’Anci, e non solo, venga ascoltato dal governo.

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