La legge regionale 27/2010 che modifica la precedente sul Piano casa nella regione Umbria, sta riscuotendo successo ma nache critiche.

L’assessore all’urbanistica Silvano Rometti ha ricapitolato le modifiche apportate alla legge per rispondere alle a chi già prevede un totale fallimento.

I principali cambiamenti hanno interessato la durata della validità del Piano procrastinata fino al 2012, e le percentuali di ampliamento permesse che variano a seconda dell’intervento che si intende effettuare, del tipo di zona su cui insiste l’immobile, l’età della costruzione e la classe energetica.

Gli ampliamenti potranno essere effettuati anche in zone agricole fino al 25% e ad un massimo di 80 metri quadrati, che arrivano a 100 nel caso in cui l’edificio sia ante 1997.

La percentuale del 25% sarà possibile per quelle costruzioni che ottengono una certificazione energetica di classe A, mentre si scende al 15% per la classe B.

Per quanto riguarda le operazioni di demolizione e ricostruzione sarà possibile ampliare fino al 35%, che potrà divenire 40 nel caso in cui gli interventi interessino edifici che vengano adibiti a funzioni di carattere socio-culturale.

Infine tali ampliamenti potranno essere utilizzati anche su attività commerciali (a parte grandi distribuzioni), ed aumenteranno in funzione sia della presenza di impianti fotovoltaici, sia nell’ambito di interventi che bonifichino e riqualifichino zone inquinate, partendo dal 30% minimo e salendo di dieci punti percentuali per le bonifiche e l’eliminazione dell’amianto.

Comunque secondo Rometti non è pensabile che il Piano casa da solo possa risolvere il problema della crisi edilizia fin quando vi continuerà ad essere la quasi totale mancanza di investimenti pubblici sul territorio.

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