Uno dei motivi per i quali la legge sul Piano casa, fino ad ora non ha prodotto i risultati sperati in termini di rilancio del settore edilizio, e che nella maggior parte delle regioni, gli utenti non hanno da subito compreso quali effettivamente erano le applicazioni delle leggi stesse.

Anche in Campania, dove da pochi giorni è in vigore le legge regionale 1/2011 che ha modificato il Piano casa campano, ci sono le prime difficoltà interpretative da parte di chi vorrebbe utilizzare tale strumento.

Per cercare di risolvere il problema e fare finalmente un po di luce sulla situazione, il Consiglio regionale campano sta già lavorando a delle linee guida che dovrebbero, si spera, chiarire i molteplici punti per i quali sono state sollevate diverse interpretazioni.

Ricordiamo che con tale legge, la regione Campania ha prorogato i termini di validità del Piano fino al 11 luglio del 2012 accordando fiducia ha questa iniziativa che a oggi, e non solo in campania, non ha dato i frutti sperati.

Per questo si è cercato di semplificare le procedure quanto più possibile, anche attraverso l‘eliminazione di diversi vincoli, per mezzo dei quali fin ora non era stato possibile cumulare gli ampliamenti di diverse normative ed applicarli anche sulle seconde case.

Sarà inoltre incentivata la delocalizzazione delle costruzioni situate in zone ad alto rischio idrogeologico ed eruttivo del vulcano Vesuvio, si potrà demolire e ricostruire con premialità volumetriche fino al 35% ed anche in zona agricola per la quale sarà ammesso il cambio destinazione d’uso.

Per quanto riguarda invece gli ampliamenti senza demolizione sarà concesso il massimo del 20% su costruzioni fino a 1500 metri cubi, sempre rispettando le norme antisismiche e di impatto ambientale.

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