La legge sul Piano casa pensata dal governo Berlusconi, criticata da molti e rivelatasi al momento inefficace in molte regioni d’Italia, in Veneto si è rivelata un vero e proprio volano per il comparto edilizio.

Questo è quanto emerge da un rapporto Cresme che mette in luce gli entusiasmanti dati della regione veneta.

Fino a questo momento sono state presentate circa 18300 istanze d’intervento per un totale di quasi 600 milioni di euro d’investimenti, che potrebbero raddoppiare nel corso del 2011 arrivando a 40 mila domande per un oltre un miliardo di euro d’affari.

Secondo il coordinatore Cresme Francesco Della Puppa, gli effetti positivi della ripresa si avvertiranno fino al 2014.

Ma non è tutto, secondo i dati della direzione urbanistica lombarda, i numero sarebbero ancora superiori a quelli emessi dal Cresme , e si parlerebbe di un miliardo di euro d’investimenti già ad oggi.

Questo è quanto riferito dall’Assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso che specifica che a differenza dei dati Cresme la stima della regione da circa 21 mila interventi con una media di 60 mila euro a cantiere contro i 25 mila del Cresme.

Ora bisognerà lavorare per prorogare di uno o due anni la legge, ed anche per modificare alcuni aspetti che agli addetti ai lavori non sono piaciuti più di tanto, come quello dell’impossibilità di effettuare interventi nei centri storici e comunque la troppa rigidità con la quale i comuni applicano le norme.

La città in cui la legge ha riscosso maggiore successo è Padova con relativa provincia che ha fatto registrare circa 4600 domande.

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