In linea di massima la legge sul Piano casa così come inizialmente varata dal governo non aveva generato gli effetti voluti, in quanto, all’atto pratico, tutte le regioni hanno dovuto successivamente rimettere mano a tale legge per cercare di renderla efficace nei rispettivi territori diversamente caratterizzati uno dall’altro sotto il profilo architettonico e paesaggistico.

Sembra però, dopo un’attenta analisi, che la maggior parte delle regioni abbiano infine accordato fiducia a questa iniziativa, che ricordiamo essere nata per incentivare il settore edilizio in forte crisi.

Infatti la quasi totalità delle regioni ha prorogato la su citata legge, e snellito le sue procedure al fine di permettere al cittadino di fruirne pienamente traendo i massimi vantaggi possibili.

L’unica regione che non ha voluto procrastinare la validità del Piano casa è stata l’Emilia Romagna, nella quale è stato possibile presentare domande d’intervento fino a fine dicembre 2010.

I numeri a oggi parlano chiaro, le uniche due regioni dove c’è stato un numero considerevole di istanze sono il Veneto e la Sardegna (rispettivamente 5000 e 12000 domande di ampliamento e/ demolizione ricostruzione), nelle altre bisognerà attendere ancore tutto il 2011 per vedere quali effetti, le leggi regionali modificate, porteranno in termini di rilancio dell’edilizia e con essa dell’economia del paese intero.

Infine da segnalare che, anche dove i numeri d’istanze sono basse (nell’ordine di poche centinaia) sono in continua crescita, e questo fa ben sperare per il successo di una legge che molti davano fin dall’inizio per spacciata.

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