In merito al rapporto “Il credito nel settore delle costruzioni in Italia” presentato dall’Ance nei primi giorni di gennaio, dal quale si evinceva che nel nostro paese i mutui sono mediamente più cari che nel resto d’Europa, l’Abi nella persona del suo direttore generale, Giovanni Sabatini, ha ritenuto necessario rispondere a tale statistica con una lettera formale che invece comunica che è esattamente il contrario.

Il direttore Abi sostiene infatti che l’Italia è il paese in Europa che gode dei tassi d’interesse sui crediti ipotecari più bassi di tutta la comunità.

L’Ance nel suo rapporto aveva portato ad esempio esplicativo un mutuo di 150 mila euro in 25 anni a tasso fisso che a conti fatti costava a noi italiani ben 9000 euro in più.

Sabatini risponde dicendo che una tale statistica non è veritiera in quanto non tiene conto dell’intero panorama del settore crediti ipotecari diviso in più segmenti, che se analizzati uno ad uno per poi fare una media danno un risultato completamente opposto.

Così emerge, secondo l’Abi, che in Italia il tasso d’interesse medio applicato ai consumatori è del 2,64% (considerando il periodo di settembre 2010) contro quello del resto d’Europa che sale fino al 3,39%.

Inoltre il direttore generale Abi ci tiene a sottolineare che i maggiori costi dovuti dal cittadino per la corresponsione delle rate di un mutuo a tasso fisso, non sono affatto imputabili alle banche, ma bensì in parte ai maggiori costi di raccolta che i nostri istituti sono costretti a sopportare, ed in parte ai tempi della giustizia civile (in media molto più elevati che nel resto d’Europa, ma su questo non avevamo dubbi) che non consentono alle banche di rientrare dei crediti in sofferenza in tempi ragionevoli.

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