Stando all’ultimo rapporto dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) “Il credito nel settore delle costruzioni in Italianel nostro paese abbiamo i finanziamenti per l’acquisto della casa più onerosi d’Europa, e questo certamente non incentiva la ripresa del mercato immobiliare ne tantomeno migliora la crisi edilizia ormai diventata veramente un grande problema per piccole e medie imprese del settore.

Per dimostrare quanto asserito, l’Ance ha analizzato partendo dal tasso dei mutui nell’area europea lo stesso finanziamento in Italia e nel resto d’Europa; il risultato è stato quanto più chiaro, ed infatti conti alla mano lo stesso importo erogato per un uguale periodo (e nello specifico 150 mila euro in 25 anni) a noi ci costava a settembre ben 9000 euro in più, (mentre se avessimo preso in esame il periodo di agosto 2010 la maggiorazione sarebbe stata di quasi 17 mila euro).

Il problema sono i tassi d’interesse italiani che sono tutt’altro che paragonabili a quelli medi europei (quando invece dovrebbero esserlo), ed infatti nel periodo preso in esame per l’esempio su citato la differenza in eccesso era dello 0,36% a settembre e dello 0,91% ad agosto.

Inoltre, continua l’Ance, sembra ci sia anche un discorso di politica più che opinabile da parte delle banche, in quanto stando ai dati i consumatori continuano a chiedere in maggior numero tipi di contratto di mutuo a tasso fisso o a tasso variabile con capped rate, mentre le banche sono molto più orientate verso l’erogazione di tassi variabili classici, che in un panorama generale di rialzi del costo del denaro non sono certamente la soluzione migliore ne tanto meno quella che può migliorare la situazione di crisi edilizia/economica, anzi.

Insomma gli istituti di credito oltre che diventati più restrittivi e selettivi nella concessione dei crediti, sono anche più cari e non propongono le soluzioni a lungo andare più tutelanti per il cliente.

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