Dal 2007 a oggi stando ai dati emessi dalla camera di Commercio, le quotazioni immobiliari si sono ridotte di circa il 20% con punte massime del 30%.
Il presidente della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) di Bergamo, Giuliano Olivati, ha commentato i su detti dati, sottolineando come nel triennio in questione si sia verificata una vera e propria stasi del mercato, manifestatasi anche nella riduzione dei fatturati degli operatori del settore che hanno visto diminuzioni anche del 25%.
Inoltre va anche considerato come queste percentuali non siano veritiere al 100% in quanto riconducibili solo a quelle attività che operano con società di capitale (e che quindi depositano bilanci dai quali scaturiscono le statistiche), mentre tanti altri professionisti lavorano in proprio con ditte individuali o di persone, e per tanto non rientrano in tali calcoli.
Comunque sia nel 2010, anche se non si può affermare di essere usciti dalla crisi, piccole note positive si affacciano timidamente al mercato, e quella più significativa è sicuramente la maggiore predisposizione dei proprietari ad abbassare le richieste di vendita, quando invece per tutto il 2009 ancora erano in molti ad essere inflessibili sul prezzo in attesa di tempi migliori, evidentemente mai giunti.
Infine è doveroso ricordare come, anche considerando lo stallo derivato dalla crisi, negli ultimi 10 anni, e specialmente dall’avvento della moneta unica ad oggi, l’immobile si sia comunque rivelato l’investimento dalla performance migliore (al cambio euro lira fino al 200%), infatti come sostiene il Presidente Olivati, una casa che nel 2000 valeva 100 milioni a oggi è quotata almeno 100 mila euro.
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