Circa un anno fa era stato approvato un Piano di vigilanza sull’edilizia per le regioni Sicilia Campania, Calabria e Puglia poi messo in atto dal marzo scorso, per verificare le condizioni in termini sopratutto di sicurezza sul lavoro delle imprese che operano nel settore dell’edilizia al sud Italia.

Le molteplici verifiche hanno riguardato sia appalti per lavori pubblici, che privati, ed i dati emersi sono piuttosto allarmanti, infatti circa il 62% delle società che sono state oggetto di controlli non erano regolari, sia sotto il profilo delle mnorme sulla sicurezza del lavoro, sia in termini di non regolarità dei dipendenti delle stesse.

Il piano inizialmente prevedeva l’ispezione di circa 7700 aziende, obbiettivo questo che secondo i dati del Ministero del lavoro è stato ampiamente esaudito, ed infatti le società oggetto di controlli sono state quasi 11 mila.

Nello specifico sono emerse irregolarità su circa 6800 imprese che rappresentano più del 60% del totale esaminato, individuati inoltre più di settemila lavoranti irregolari dei quali 4 mila assunti, se così si può dire, in nero.

Per quanto riguarda i specifici dati sulla sicurezza e salute sul lavoro, la Calabria è risultata essere la regione con più illeciti individuati, circa il 75% delle società controllate erano irregolari, seguono Puglia e Campania con il 60%, ed infine la Sicilia con solo, si fa per dire, il 48%.

Evidentemente, questi dati possono essere una probabile causa delle numerose morti bianche che anche nel 2010 hanno segnato il nostro paese.

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