Dopo la manifestazione dei principali organi del comparto edilizio svoltasi a Roma il primo dicembre a fronte della crisi sempre più schiacciante che vivono ormai da troppo tempo le imprese di costruzione, anche in Liguria sono state approvate modifiche al Piano casa che dovrebbero aiutare l’edilizia a tornare sulla cresta dell’onda.
Le principali modifiche effettuate dalla giunta regionale riguardano l’ampliamento degli edifici esistenti, e nello specifico il 20% esteso anche alle attività industriali (con l’obbligo di non variare la destinazione d’uso per almeno 20 anni) ed agli edifici che abbiano subito abusi, in seguito condonati, ma solo se appartenenti alla categoria di abuso urbanisticamente chiamata di tipo 1.
Sostituita la definizione di “edificio incongruo” con quella di “edifici suscettibili di riqualificazione architettonica e ambientale” cambiamento atto ad una migliore e più semplice individuazione di tali fabbricati sensibili di demolizione e ricostruzione.
Le ultime modifiche introdotte sono concernenti la possibilità dei singoli comuni di poter individuare entro 45 giorni dall’entrata in vigore del Ddl costruzioni le da demolire e ricostruire. Il tutto infine è stato procrastinato fino al 31 dicembre 2013, per eliminare il gap accumulato nel primo anno di inapplicabilità del Piano.
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