Approvate ieri dal Consiglio regionale della regione Campania le modifiche alla legge 19/2009 rese necessarie (come nella maggioranza delle regioni italiane) dall’ìinefficacia della su detta legge per rilanciare il comparto edilizio, in forte crisi.

Le principali modifiche hanno interessato le massime volumetrie (che passano da 1000 a 1500 metri cubi) oltre le quali non sarà possibile effettuare interventi, non sarà più concesso sostituire o ampliare edifici che abbiano subito abusi (anche se poi condonati) nemmeno se destinati ad abitazione principale.

Nel caso in cui gli edifici siano situati in zone a rischio idrogeologico, sarà possibile applicare la sostituzione edilizia previo spostamento delle costruzione dalle su dette zone.

Per quanto riguarda la demolizione e la ricostruzione si potranno effettuare anche mantenedo le distanze pre esistenti tra gli edifici, anche se minori rispetto a quelle indicate dalle normative vigenti.

Inoltre non esiste più l’obbligo di eliminare eventuali barriere architettoniche per ottenere il permesso per gli interventi che si vogliono effettuare, requisito prima indispensabile.

Potranno infine essere riqualificate le zone degradate (con procedure più snelle e veloci) anche partendo da zone industriali (almeno da tre anni dismesse) senza più dover rientrare nel limite massimo di 15 mila metri.

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