Dai dati emessi dalla Feder consumatori e dall’Adusbef, c’è poco da stare allegri.

La crisi, chiamiamola generale (poi chè interessa edilizia, potere d’acquisto,mercato immobiliare e del lavoro) si sta facendo sentire sempre più e sono molte le famiglie con problemi economici piuttosto pesanti.

Il lavoro no si trova, quando quando c’è è molto facile perderlo, tutto aumenta ed ecco che le famiglie con un mutuo per l’acquisto della casa sulle spalle non arrivando nemmeno a fine mese non riescono più corrispondere la rata stabilità nel contratto.

Infatti nel 2010 rispetto all’anno precedente si è registrato un aumento generale di circa il 32% sui pignoramenti.

Dei quasi 4 milioni di mutui erogati sono 350 mila quelli in sofferenza, in poco meno della metà dei casi è gia stata avviata una procedura, e dato ancora più inquietante (in quanto sta a significare che chi incontra problemi economici, non riesce a risolverli) è il numero delle esecuzioni già portate a termine che quest’anno segna 28 mila contro i 21 mila del 2009. Quindi non stiamo andando nella direzione giusta.

In testa alla classifica assoluta dei pignorati c’è Milano con circa 4900 esecuzioni, poi Roma con 2700 e Torino (che vince il premio in termini percentuali con + 54,8% rispetto al 2009) con 2600.

Insomma questo il podio dei poveri d’Italia, ma c’è poco da scherzare dato che la situazione sta diventando il classico cane che si morde la coda; il lavoro è precario, le famiglie non pagano il mutuo, le banche non vedono corrisposti gli interessi preventivati e di conseguenza diventano sempre più remissive nel concedere altro credito, le nuove famiglie non riescono ad acquistare casa senza un finanziamento, e questo non fa altro che aumentare la loro già precaria situazione.

Il cerchio si è chiuso e come al solito chi ci rimane intrappolata è sempre la povera gente che vive, o più realisticamente cerca di vivere, solo del proprio onesto lavoro.

bilancia_300p250_MOL