Il 3 dicembre scorso nell’ambito della discussione sulla finanziaria 2011, è stata messa all’ordine del giorno la proposta di rendere permanente la detrazione del 55% sugli interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

La richiesta di tale intervento era stata precedentemente effettuata e condivisa da tutte quelle aziende direttamente coinvolte nella produzione di beni e servizi necessari a tali interventi di riqualificazione.

Fino ad ora questo incentivo a portato una serie di benefici oltre che fiscali anche in termini di aumento della produzione e dell’occupazione sopratutto per le aziende medio piccole che sono quelle che per la maggior parte si occupano di tale filiera produttiva (pannelli solari e fotovoltaici, infissi, bioedilizia e tutto ciò che concerne il risparmio energetico).

Allo stato rendere l’incentivo stabile non costerebbe nulla in termini di entrate poi chè tutto l’indotto perduto per le mancate contribuzioni dovute appunto a tale detrazione, verrebbero recuperate, se non addirittura esuberate, dalle maggiori entrate fiscali dovute agli investimenti in questo settore ed anche alla capacità che tali contributi hanno manifestato di limitare l’evasione.

Certo non è affatto auspicabile interrompere la detrazione (che comunque è già stata prorogata fino al 31 dicembre 2011) in un momento così delicato di crisi, sopratutto del settore edilizio, considerato anche che negli ultimi tre anni a fronte di questo incentivo sono stati effettuati quasi 8 miliardi di euro di investimenti per un totale di circa 600 mila domande presentate.