Visto che la crisi del settore edilizio non sembra voler cambiare direzione (anche perchè a oggi non sono state prese le misure necessarie) è stata presentata sull’argomento un interpellanza alla camera da parte dell’onorevole Mastromauro per inserire nelle priorità del governo tali misure.

A oggi secondo i dati emessi dall’Ance i posti di lavoro perduti nel comparto edilizio ammontano ad un totale di circa 200 mila, che potrebbero divenire più del doppio entro il 2011, per non parlare dei numeri riguardanti gli investimenti nel settore che hanno visto un drastico calo negli ultimi due anni pari a meno 17 miliardi di euro investiti.

I problemi principali, che a detta degli operatori della filiera edilizia, hanno portato alla crisi sono gli stessi già esternati durante la manifestazione del primo dicembre scorso a Roma, e cioè i forti ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni alle imprese, che ammonterebbero ad un debito totale di circa 45 miliardi di euro di cui 15 spettanti alle società costruttrici, che arrivano fino a tempistiche di quasi due anni.

Sono diversi i provvedimenti legislativi che secondo la Mastromauro accentuano la situazione di crisi, il patto di stabilità interno che non permette lo svincolo delle somme nemmeno per le società che sono in una situazione di stato avanzamento lavori approvato, e la tracciabilità dei pagamenti.

Staremo a veder cosa intende fare il governo, sempre se dopo il 14 dicembre ce ne sarà uno.

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