Se vi state accingendo ad acquistare un immobile preparatevi ad avere a che fare anche con edifici privi del certificato di agibilità, già abitabilità. Specialmente nelle grandi città come Roma sono moltissimi gli immobili sprovvisti di tale certificazione.

E questo cosa comporta? Potrebbe in taluni casi essere sintomo solo di qualche piccola e trascurabile difformità dal progetto (o solamente potrebbe darsi che l’edificio in questione sia così datato che non vi è la possibilità materiale di reperire tale certificato), ma potrebbe anche essere sinonimo di veri e propri abusi edilizi.

Ma che cosa certifica questo documento? Come da testo unico sull’edilizia il certificato di agibilità attesta che vi siano nell’immobile tutte le condizioni di sicurezza, salubrità, igiene e risparmio energetico anche degli impianti in esso installati valutati secondo le norme in vigore al momento del rilascio.

Questo certificato deve essere rilasciato dal pre posto ufficio comunale, ed è indispensabile per i seguenti tipi di costruzioni: nuove costruzioni, edifici che abbiano subito interventi di ricostruzione in tutto o in parte o sopraelevazione, edifici che abbiano subito interventi che possano aver cambiato in qualsivoglia modo tutte le condizioni di salubrità igiene eccetera riportate sopra.

La domanda per il rilascio di tale certificato deve essere presentata dall’intestatario del permesso di costruire o della DIA entro 15 giorni dall’ultimazione degli interventi edilizi con allegata la seguente documentazione: dichiarazione del sottoscrivente la domanda di conformità dell’opera nei confronti del progetto approvato e di avvenuta asciugatura e salubrità degli ambienti, richiesta di accatastamento, dichiarazione di conformità degli impianti installati nell’edificio e relativo collaudo degli stessi, collaudo statico della struttura, conformità per quanto riguarda l’accessibilità e l’abattimento delle barriere architettoniche, e nel caso di zona sismica il certificato attestante la conformità con le norme anti sismiche vigenti.

Decorsi trenta giorni dalla ricezione della su detta domanda (periodo nel quale il comune ha facoltà di effettuare un ispezione) il certificato si intende rilasciato se vi è il parere positivo della Asl di competenza, mentre nel caso di autodichiarazione di conformità il periodo di attesa diventa di 60 giorni.

Per quanto riguarda invece le categorie di edifici che non rientrano in quelle di cui sopra per le quali è obbligatorio tale certificato (come per esempio un’abitazione vecchia che non abbia subito interventi del tipo che prevedono l’integrazione con questo documento), tale certificato non è obbligatorio per la compravendita a patto che l’acquirente sia a conoscenza della sua assenza e la accetti senza riserva alcuna.

A oggi anche i notai in situazioni dove non vi è la possibilità di produrre questo documento tranquilizzano l’eventuale acquirente sulla fattibilità dell’operazione, fermo restando che , se siete i venditori di un immobile che non è provvisto dell’agibilità, fatelo subito presente all’acquirente onde evitare situazioni spiacevoli.

bilancia_300p250_MOL