Nell’ambito di un’indagine svolta da Lega Ambiente e dalla Protezione Civile sulla situazione riguardante il dissesto idrogeologico nel nostro paese, sono emersi dati piuttosto preoccupanti, in merito alle campagne di prevenzione di tali fenomeni, anche considerando che in più dell’80% dei comuni coinvolti in questo studio sono presenti edifici ed abitazioni vicine ad aree a rischio frana o limitrofe ai fiumi.

Iniziative volte a prevenire questi fenomeni sono ad oggi state prese da poco più del 20% dei comuni a rischio, mentre negli altri non è praticamente stato fatto nulla di positivo in merito alla prevenzione.

Va meglio per quanto riguarda la presenza nelle aree soggette di un piano per affrontare le eventuali emergenze, che tuttavia quando si manifestano costano molto sia in termini di vite umane che di spesa per lo stato, che solo nell’ultimo anno ammonta a più di 600 milioni di euro.

Quello che andrebbe fatto è intanto la costruzione di argini in grado di contenere eventuali piene provocate da alluvioni, altro aspetto fondamentale quello di spostare le abitazioni presenti in zone a rischio (operazione che si sta facendo ma solo in una piccola percentuale dei comuni coinvolti).

Prendere iniziative del genere sta diventando prioritario nel nostro paese visto che ogni anno sono sui giornali le tragedie che ben conosciamo dove interi paese vengono spazzati via da fiumi di fango.