Quando si diventa proprietari di un bene immobile insieme al diritto reale di proprietà si acquisiscono anche una serie di obblighi tra i quali quello di adempiere alla contribuzione per le spese relative alla gestione e manutenzione del condominio (se ne esiste uno) in base a quelle che sono le tabelle millesimali. Questo obbligo esiste a prescindere dal fatto se abitiamo o no nella casa.

Se per esempio in un ipotetica compravendita tra il sig Rossi (venditore) e il sig Verdi (acquirente) a pochi giorni dalla stipula dell’atto definitivo si manifesta un guasto nel cancello automatico dell’autorimessa comune, ovviamente l’amministratore dovrà porre rimedio immediatamente altrimenti tutti i condomini si troverebbero a non poter ne uscire ne tanto meno entrare con la propria autovettura.

Nel frattempo il venditore Rossi a ceduto l’immobile all’acquirente Verdi che si trova dopo qualche giorno a dover pagare una quota per la spesa sostenuta a fronte della riparazione del cancello suddetto.

Per la giurisprudenza non c’è dubbio su chi debba adempiere al pagamento della somma che spetterà al vecchio proprietario poichè l’obbligo e sorto nel momento in cui si è verificato il guasto e cioè quando ancora era il sig Rossi ad esserne il titolare.

Purtroppo però per il sig Verdi dovrà essere lui (per lo meno nell’immediato) a dover sostenere tale spesa, in quanto in materia di condomionio l’articolo 63 del codice civile recita: “Chi subentra nei diritti di un condomino e’ obbligato, solidalmente con questo, al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente”.

Anche la suprema corte di cassazione ha più volte ribadito con diverse sentenze che è questo l’orientamento in situazioni del genere; ciò non toglie che il nuovo proprietario può comunque rivalersi sul vecchio.

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