Già da qualche tempo sono disponibili sul mercato immobiliare italiano nuove tipologie abitative quali le mini case. Appartamenti che vanno da una superficie totale vivibile di 12 metri quadrati fino ad un massimo di 18.

Dal costo approssimativo compreso tra 40 e 70 mila euro tali abitazioni nonostante la grandezza assai ridotta rispetto ai standard così detti “normali” sembrano possedere tutti i spazi necessari per la vita dell’uomo.

Questa novità immobiliare giunge dalla capitale francese dove già da diversi anni questi mini loft stanno riscuotendo successo e sono motivo di competizione tra i professionistai del settore che cercano di dotare queste piccolissime superfici di tutto ciò di cui si possa avere bisogno dentro un’abitazione.

Nel nostro paese stando a quanto dicono gli addetti al settore immobiliare un investimento del genere può produrre una rendita annuale fino al 10% del valore dell’immobile, locando lo stesso a pendolari, immigrati, single o comunque persone che non possono permettersi un canone di locazione per una casa classica e preferiscono adeguarsi al taglio netto dei spazi piuttosto che coesistere nello stesso appartamento con i relativi coinquilini.

La maggior parte di queste nuove unità abitative vengono realizzate in spazi con soffitti alti, così da permettere soppalcando una divisione adeguata (per così dire) della zona giorno da quella notte.

Resta comunque qualche dubbio sull’effettiva regolarità in termini di norme edilizia e di minima abitabilità, fermo restando che a mio avviso la soluzione non sta nel ridurre in questo assurdo modo gli spazi vitali, ma forse nel rendere più accessibile la possibilità anche per un singolo di poter acquistare o locare una casa “degna” senza morire di fame, altrimenti credo proprio che finiremo come a Tokyo dove le persone vivono nei loculi.

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