Il catasto è quell’organo adibito al censimento di tutte le unità immobiliari del territorio che viene effettuato per fini fondamentalmente tributari, cioè riguardanti tasse e imposte, la quale misura varia in funzione della rendita catastale attribuita che viene a sua volta determinata in base a diversi parametri tra i quali per esempio la consistenza e la categoria atti a catalogare le molteplici tipologie di edifici esistenti.

Tutto l’insieme di queste specifiche utilizzate per classificare e catalogare il patrimonio immobiliare viene comunemente chiamato “classamento catastale“.

In merito a questo argomento è interessante notare come al variare del su detto classamento varia anche la rendita catastale ed in funzione di essa l’ammontare delle imposte dovute quali l’ICI.

Supponiamo per esempio che il sig. Rossi abbia modificato/ampliato nei limiti prescritti dalla normativa edilizia ed urbanistica vigente, l’immobile di sua proprietà, senza però aver effettuato la dovuta comunicazione dell’ avvenuta variazione al catasto così da poterlo mettere in condizioni di calcolare la nuova rendita.

In una situazione del genere, l’ente preposto, una volta scoperta la difformità tra situazione registrata ed effettiva può richiedere al contribuente la differenza sull’imposta dovuta per tutti gli anni in cui tale differenza si è posta in essere, entro il limite di cinque anni nel quale tale obbligo si prescrive; cioè se la modifica effettuata è stata realizzata nel 2003 a oggi l’utente dovrebbe solamente la differenza per il periodo che va dal 2005 al 2010.

Se eventualmente ritenete di non dover alcuna differenza d’imposta è possibile presentare ricorso alla commissione tributaria della provincia di ubicazione dell’immobile.

bilancia_300p250_MOL