Con il decreto legislativo sul federalismo municipale dall’inizio del nuovo anno dovrebbe scattare la cedolare secca sugli affitti, che cambierà l’importo delle tasse da pagare sui redditi derivati dalle locazioni fino ad oggi calcolato in base a quella che era l’aliquota complessiva dei redditi del proprietario e che invece dal primo di gennaio sarà fissata per tutti al 20%.

Manovra questa atta ad limitare l’evasione fiscale, ha punire più severamente chi continuerà ad affitare in nero, parzialmente o per intero, nonchè a premiare chi si è sempre comportato bene pagando però più del 30% di tasse sulla locazione del proprio appartamento.

Il decreto ha avuto già il nulla osta del consiglio dei ministri ma sembra esserci qualche titubanza da parte delle amministrazioni locali, in quanto l’applicazione di questa nuova tariffa sulle locazioni degli immobili diminuirà di circa ottocento milioni di euro le entrate nelle casse dello stato.

Questo ammanco che potrebbe riflettersi negativamente sui diversi comuni, potrà in parte essere recuperato con l’emersione degli evasori, ma non potrà dare ampi margini specialmente al centro nord dove le affittanze in nero sono un fenomeno per fortuna abbastanza limitato.

Bisognerebbe prima di dare il via al tutto far quadrare i conti attraverso l’applicazione della nuova imposta municipale sugli immobili (detta IMU) all’interno della quale, a detta dell’opposizione, alcuni comuni avrebbero anche la facoltà di reintrodurre l’ICI in virtù del federalismo fiscale; il presidente del consiglio smentisce.

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