Chi sono i nuovi poveri? Potremmo classificarli come quelle persone e/o famiglie che non sono talmente poveri da poter fruire degli aiuti sociali per la casa ma nemmeno così abbienti da potersi permettere di locare o acquistare un immobile ai prezzi del comune mercato.

Quindi viste le esigenze abitative di questa nuova categoria sociale è sempre più necessario creare dei strumenti che possano aiutare coloro che hanno un reddito inferiore ai trentamila euro annui e che fanno parte di una fascia che potremmo definire grigia.

Questo è stato l’argomento del seminario “Il sistema dei Fondi immobiliari per l’abitare: un percorso possibile” svoltosi il 26 novembre scorso a Milano, che ha preso il nome proprio dall’idea proposta da Domenico Zambetti assessore per la casa alla regione Lombardia di utilizzare tali “fondi” per dare vita al suddetto strumento per l’emergenza della casa.

Il principale obbiettivo è quello di mettere in condizioni la stragrande maggioranza della gente ad avere accesso alla casa a prezzi sostenibili, sia fornendo locazioni con canoni convenzionati, sia con la continuazione degli incentivi come il “bonus prima casa”o il contributo di 1500 euro per le persone che hanno perso il posto di lavoro.

Le iniziative di cui sopra si vanno ad aggiungere a tutto quello già contenuto nel Piano Casa Nazionale come per esempio i 54 milioni di euro destinati alla costruzzioni di 900 appartamenti da dare il locazione a canone sociale con patto di futura vendita.

Per continuare a finanziare tutto questo così da permettere al meccanismo virtuoso di non incepparsi sarà inoltre necessario allargare la possibilità di contribuzione a diversi soggetti, operatori dell’immobiliare, finanziarie eccetera, considerato che le pubbliche amministrazioni non sembrano più in grado di dare continuità a tale sistema.

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